1 Avvento/A (27-11-2016) – Cattedrale di San Lorenzo – Perugia – “Amoris laetitia” (La gioia dell’amore)

“Dopo l’amore che ci unisce a Dio, l’amore coniugale è la «più grande amicizia». E’ un’unione che possiede tutte le caratteristiche di una buona amicizia: ricerca del bene dell’altro, reciprocità, intimità, tenerezza, stabilità, e una somiglianza tra gli amici che si va costruendo con la vita condivisa. Però il matrimonio aggiunge a tutto questo un’esclusività indissolubile, che si esprime nel progetto stabile di condividere e costruire insieme tutta l’esistenza. Siamo sinceri e riconosciamo i segni della realtà: chi è innamorato non progetta che tale relazione possa essere solo per un periodo di tempo, chi vive intensamente la gioia di sposarsi non pensa a qualcosa di passeggero; coloro che accompagnano la celebrazione di un’unione piena d’amore, anche se fragile, sperano che possa durare nel tempo; i figli non solo desiderano che i loro genitori si amino, ma anche che siano fedeli e rimangano sempre uniti. Questi e altri segni mostrano che nella stessa natura dell’amore coniugale vi è l’apertura al definitivo. L’unione che si cristallizza nella promessa matrimoniale per sempre, è più che una formalità sociale o una tradizione, perché si radica nelle inclinazioni spontanee della persona umana; e, per i credenti, è un’alleanza davanti a Dio che esige fedeltà: «Il Signore è testimone fra te e la donna della tua giovinezza, che hai tradito, mentre era la tua compagna, la donna legata a te da un patto: […] nessuno tradisca la donna della sua giovinezza. Perché io detesto il ripudio» (Ml 2,14.15.16). .. Il matrimonio, inoltre, è un’amicizia che comprende le note proprie della passione, ma sempre orientata verso un’unione via via più stabile e intensa. Perché «non è stato istituito soltanto per la procreazione», ma affinché l’amore reciproco «abbia le sue giuste manifestazioni, si sviluppi e arrivi a maturità». Questa peculiare amicizia tra un uomo e una donna acquista un carattere totalizzante che si dà unicamente nell’unione coniugale. Proprio perché è totalizzante questa unione è anche esclusiva, fedele e aperta alla generazione”. (Papa Francesco, Amoris Laetitiae, 123.125).

Preghiere

“Hai chiamato i nostri cuori per nome. Hai messo i nostri passi sulla stessa strada. Hai designato il nostro cammino fino a te, ed oggi la tua presenza avvolge in tenero abbraccio il nostro amore. Hai messo un “sì” sulle nostre labbra per annunciare l’infinita meraviglia del tuo agire. Veglia sulla nostra unione, rafforza quei passi e guidaci su quella strada. Dacci forza quando l’amore umano perderà il suo entusiasmo. Parla ai nostri cuori quando il desiderio si fa sentire”.

“Noi crediamo, Signore che dentro ogni cosa è nascosta la vita che tu hai deposto come un seme e chiede di crescere e portare frutto. Noi crediamo che anche dentro di noi scorre e chiede di farsi viva la vita. Per questo ci sentiamo operai della creazione e non architetti del mondo, ci sentiamo servi, non padroni. Tu sei il misterioso Signore della vita. Noi speriamo, Signore. All’inizio di un nuovo percorso speriamo: nonostante tutto, la vita vincerà per tuo dono. Noi speriamo non perché oggi vediamo. Noi speriamo perché tu hai promesso nuova umanità. Speriamo perché il nostro lavoro non sia inutile ma sia già un pregustare la gioia del tuo Regno. Noi amiamo, Signore, questo mondo e questa vita per tutto quello che essa contiene. Solo per l’amore vivono le cose, solo con l’amore quel seme di vita che hai posto nell’uomo porta il suo frutto. Noi amiamo te, Signore, dentro ogni cosa e dentro ogni vita” (Testi END, 2016-2017).

Liturgia della Parola 1 Avvento Anno A: Isaia 2, 1-5, Sal 121\122; Rom 13, 11-14a; Mt 24, 37-44

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