1° Quaresima/C (10-03-2019) – Cattedrale di San Lorenzo – Perugia – Chiamati alla santità

Non avere paura della santità. Non ti toglierà forze, vita e gioia. Tutto il contrario, perché arriverai ad essere quello che il Padre ha pensato quando ti ha creato e sarai fedele al tuo stesso essere” (Papa Francesco, Gaudete et exsultate, 32)                    

Beati i poveri in spirito perché di essi è il regno dei cieli

“67. Il Vangelo ci invita a riconoscere la verità del nostro cuore, per vedere dove riponiamo la sicurezza della nostra vita. Normalmente il ricco si sente sicuro con le sue ricchezze, e pensa che quando esse sono in pericolo, tutto il senso della sua vita sulla terra si sgretola. Gesù stesso ce l’ha detto nella parabola del ricco stolto, parlando di quell’uomo sicuro di sé che, come uno sciocco, non pensava che poteva morire quello stesso giorno (cfr Lc 12,16-21). 68. Le ricchezze non ti assicurano nulla. Anzi, quando il cuore si sente ricco, è talmente soddisfatto di sé stesso che non ha spazio per la Parola di Dio, per amare i fratelli, né per godere delle cose più importanti della vita. Così si priva dei beni più grandi. Per questo Gesù chiama beati i poveri in spirito, che hanno il cuore povero, in cui può entrare il Signore con la sua costante novità.. 70. Luca non parla di una povertà “di spirito” ma di essere «poveri» e basta (cfr Lc 6,20), e così ci invita anche a un’esistenza austera e spoglia. In questo modo, ci chiama a condividere la vita dei più bisognosi, la vita che hanno condotto gli Apostoli e in definitiva a conformarci a Gesù, che «da ricco che era, si è fatto povero» (2 Cor 8,9).

I santi della porta accanto

Rolando Buono (1925-1983), giovanissimo partecipa alla lotta partigiana sulle montagne tra Foligno e Nocera Umbra. Entra in Chiesa per sposare Eleonora Ansuini, poi più nulla. Lascia che la moglie partecipi alla vita parrocchiale. Nel 1971 la svolta radicale, si converte partecipando ad un corso di cristianità. Torna a casa trasformato tra la meraviglia e la gioia della moglie. I due non hanno figli, incominciano ad occuparsi dei figli degli altri: giovani emarginati e con situazioni di disagio famigliare, seguiti dal Tribunale dei minori e dai servizi sociali. La loro casa è messa a disposizione per un pasto, un letto, una doccia. Rolando si dà da fare alla ricerca di lavoro per i suoi ragazzi, coinvolge gruppi parrocchiali nell’opera educativa di accoglienza e di riscatto, collabora con “La Tenda”, per il recupero dei tossicodipendenti. Nel giro di pochi mesi il Padre lo chiama a sé, quasi a sollecitare altri a continuare l’opera.

Preghiera

 Gesù, dammi la tua forza per combattere il male, per capire quando una scelta può portarmi fuori strada, per eleminare tutto quello che conduce a mentire, a manipolare, ad apparire, a ignorare, a chiudermi in me stesso. Aiutami, Signore, a dare il nome giusto al bene, al buon senso, alle scelte illuminate, al servizio, alla carità, all’amore fraterno.

Impegni

Non vivere per i ‘beni’, ma servirsene per fare il ‘bene’ agli altri

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