2° Quaresima/C (17-03-2019) – Cattedrale di San Lorenzo – Perugia – Chiamati alla santità

Non avere paura della santità. Non ti toglierà forze, vita e gioia. Tutto il contrario, perché arriverai ad essere quello che il Padre ha pensato quando ti ha creato e sarai fedele al tuo stesso essere” (Papa Francesco, Gaudete et exsultate, 32)

Beati i miti, perché avranno in eredità la terra

71. È un’espressione forte, in questo mondo che fin dall’inizio è un luogo di inimicizia, dove si litiga ovunque, dove da tutte le parti c’è odio, dove continuamente classifichiamo gli altri per le loro idee, le loro abitudini, e perfino per il loro modo di parlare e di vestire. Insomma, è il regno dell’orgoglio e della vanità, dove ognuno crede di avere il diritto di innalzarsi al di sopra degli altri. Tuttavia, nonostante sembri impossibile, Gesù propone un altro stile: la mitezza. È quello che Lui praticava con i suoi discepoli e che contempliamo nel suo ingresso in Gerusalemme: «Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina e su un puledro» (Mt 21,5; cfr Zc 9,9). 72. Egli disse: «Imparate da me che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita» (Mt 11,29). Se viviamo agitati, arroganti di fronte agli altri, finiamo stanchi e spossati. Ma quando vediamo i loro limiti e i loro difetti con tenerezza e mitezza, senza sentirci superiori, possiamo dar loro una mano ed evitiamo di sprecare energie in lamenti inutili. ».[69]. Reagire con umile mitezza, questa è santità”

I santi della porta accanto

Floris Pambianco (1924-1942), giovane vivace, buono, intelligente ed amante della musica, si spende per la famiglia e per la comunità ecclesiale in cui vive (Acquasparta), impegnandosi nello studio, nel lavoro e nell’apostolato fino al giorno della morte, avvenuta per una malattia fulminante. Quando in ospedale i medici intravedono l’imminente morte, sarà lui a dire ai suoi genitori che la Madonna lo vuole in cielo. Si prepara all’evento accompagnato dai sacramenti della Confessione, dell’Eucarestia, dell’Unzione degli infermi; riceve la Benedizione apostolica. Muore poco dopo baciando con fede il Crocifisso. La straordinaria capacità di abitare il quotidiano in modo profondo ed intenso, senza la ricerca di quei sensazionalismi che oggi sembrano caratterizzare la vita di tanti ragazzi, fa di Floris un autentico esempio di vita pienamente realizzata, pur nel breve tempo percorso.

Preghiera

    “Signore Gesù, riempi i nostri occhi della tua dolcezza, infondi in noi la gioia dello stare insieme, la meraviglia dell’incontrarci. Liberaci dal nostro solito umor nero, che ci fa notare solo quello che non va, che ci rende attenti solo ai problemi e ai nostri piccoli guai. Donaci la passione per la vita e per Colui che ne è la sorgente luminosa, che riempie di luce ogni creatura.

Impegni

Trovare spazi e tempi di silenzio – ‘Trasfigurare’ le nostre tristezze con la luce che viene dalla Parola di Dio.

 

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