4 Avvento 2014 – Cattedrale di San Lorenzo – Perugia

Credo in Dio che è Padre e Madre
Dire che Dio è Padre e Madre equivale a dire che Dio genera figli, ogni giorno, in ogni istante; significa dire che è donatore ed amante della vita, significa dire che credo nell’amore.
La mia fede è sapere e sentire di essere dentro una corrente inarrestabile, una energia di vita che mi raggiunge, mi avvolge, penetra, incalza, fa fiorire.
Credo nella vita allora, come dono e come durata, come possibilità illimitata di elevazione, e non prestito effimero dominato dalla morte. Credo nella possibilità di nascere di nuovo, ogni giorno.
Credo nell’uomo che, unico fra le creature, ha Dio nel sangue. Credo nell’amicizia, nella fedeltà e nei sogni del cuore. Ho fiducia negli uomini, nel loro pensiero, nel valore della loro sterminata fatica.
Credo anche in me stesso, nella capacità e nei talenti che mi ha affidato Colui ‘che ha fatto in me cose meravigliose’. Credo in me, piccolo nulla cui il Padre ha regalato un cuore innestato nel suo.
(E. Ronchi-M. Marcolini, Una fede nuda, Ed. Romena)
Piccoli messaggi, non messaggi piccoli
“Come posso conoscere questo?”, pretende di sapere Zaccaria (Lc1,18).
“Come può un uomo nascere quando è vecchio?”, domanda il vecchio e saggio Nicodemo (Gv 3,4).
“Come è possibile? Non conosco uomo” (Lc 1,34), chiede all’angelo Maria.
Quando c’è di mezzo Dio, Padrone dell’impossibile, l’uomo rimane incerto, vorrebbe delle prove preliminari. L’uomo si rivela incapace di lasciar fare a Dio. La fede, in questa prospettiva è voce del verbo “abbandonarsi”.
“Imparate da me che sono mite e umile di cuore” (Mt 11,29).
E’ l’unica volta che Gesù afferma esplicitamente che dobbiamo imparare da Lui. Quali materie? L’umiltà e la mitezza.
Queste due materie le riserva a sé. Nessun altro maestro viene autorizzato a sostituirlo. Lui non concede alcuna delega. Forse non si fida. Ciò vuol dire, in pratica, che quelle sono le due materie più importanti. Quelle che caratterizzano il Cristiano. Per la mitezza Gesù ha formulato addirittura una beatitudine (Mt 5,5).
(A. Pronzato, Vangeli insoliti, ed Gribaudi)

SANTO E BUON NATALE

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