I Avvento A, Domenica 1\12\2019 – Is 2, 1-5; Rm 13, 11-14a; Mt 24, 37-44

“Il futuro appartiene a coloro che trasmettono alla prossima generazione motivi per sperare” (Teilhard de Chardin)

Nei deserti umani, insieme alla tristezza si può sperimentare una grande gioia: “Si rallegrino il deserto e le terre aride, esulti e fiorisca la steppa. Come fiore di narciso fiorisca, si canti con gioia e giubilo” (Is 35, 1-2)

“Salva la tua creatura, Signore, l’uomo che porta l’immagine tua: uomini schiavi, oppressi, malati, uomini senza nessuna speranza, turbe di Lazzari intorno ai palazzi, morenti in mezzo ai deserti! Ed altri uomini empi e rapaci, tutti in peccato, sedotti e perduti, e leggi ingiuste, torture, violenze e sempre il giusto che paga e muore: fa della tua Chiesa un paese di liberi, una splendida città di salvati” (D. M. Turoldo)

1 – Tempo di Avvento: Memoria – Attualità – Attesa

  1. Memoria dell’Incarnazione, il primo Avvento nell’umiltà del Natale
  2. Attualità dell’oggi di Dio in noi e tra di noi, il sempre veniente-presente: “Egli è qui come rovina, contraddizione, risurrezione” (Lc 2, 34)
  3. Attesa della Gloria negli ultimi tempi, ‘cieli nuovi e terre nuove’

 

2 – Tempo del discernimento: “Consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno” (Rom 13, 11)

  1. I giorni di Noè, giorni della ‘banalità’ quotidiana: Giorni dell’assenza di Dio nella ‘preoccupazione’ dei nostri elementari bisogni, che ci fanno restare alla superficie delle cose, dove “la ‘fame’ del cielo è sostituita dai piccoli e grandi bocconi di terra” (E. Ronchi)
  2. I nostri giorni: giorni di “spensierata irresponsabilità” e “allegra spensieratezza” (Papa Francesco, Laudato sì): “Non si accorsero di nulla” (Mt 24,39)

 

3 – Tempo della responsabilità:

  1. Ripensare l’oggi della storia, della Chiesa, della famiglia, della società alla luce del Signore – “camminiamo nella luce del Signore” (Is 2, 5); “rivestitevi.. del Signore Gesù Cristo” (Rm 13, 14); “tenetevi pronti” (Mt 24, 44) – senza lasciarsi condizionare dalle ‘percezioni soggettive’ spesso all’origine delle ‘non-verità’ che oscurano e disorientano la vita.
  2. Ritrovare le vie dell’interiorità – “in interiore homine habitat veritas” (s. Agostino), la verità dell’uomo interiore -: preghiera, ascolto della Parola di Dio, apertura di cuore verso il creato e soprattutto verso l’uomo ferito, la cui dignità è oscurata ma non cancellata.
  3. Rinnovare lo stupore della vita, dono e promessa: si sviluppa e si realizza nel tempo, mai soddisfatta di sé. Non senza fatiche, sofferenze, delusioni, deviazioni, arresti, fallimenti, e nondimeno con la speranza-certezza che nulla andrà perduto, tutto può rivestirsi di significato nella luce del Dio in mezzo a noi, l’Incarnazione e tutto trova compimento nell’eterno.
  4. Accettare la fatica di ricominciare ogni giorno a ritessere-ricomporre i fili del grandioso arazzo della vita che sembra dissolversi nel tempo ma, in realtà, si costruisce per l’eternità attraverso la scomposizione-ricomposizione-riposizionamento dei nuovi e vecchi fili che costituiscono l’ordito dell’arazzo, lo straordinario arazzo della vita. Mai soddisfatti e sempre ringrazianti, per ogni filo nuovo e per quelli passati.
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