“La Quaresima di questo Anno Giubilare sia vissuta più intensamente come momento forte per celebrare e sperimentare la misericordia di Dio. Quante pagine della Sacra Scrittura possono essere meditate nelle settimane della Quaresima per riscoprire il volto misericordioso del Padre! Con le parole del profeta Michea possiamo anche noi ripetere: “Tu, o Signore, sei un Dio che toglie l’iniquità e perdona il peccato, che non serbi per sempre la tua ira, ma ti compiaci di usare misericordia. Tu, Signore, ritornerai a noi e avrai pietà del tuo popolo. Calpesterai le nostre colpe e getterai in fondo al mare tutti i nostri peccati” (cfr 7,18-19). Le pagine del profeta Isaia potranno essere meditate più concretamente in questo tempo di preghiera, digiuno e carità: « Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo? Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza trascurare i tuoi parenti? Allora la tua luce sorgerà come l’aurora, la tua ferita si rimarginerà presto. Davanti a te camminerà la tua giustizia, la gloria del Signore ti seguirà. Allora invocherai e il Signore ti risponderà, implorerai aiuto ed egli dirà: “Eccomi!”. Se toglierai di mezzo a te l’oppressione, il puntare il dito e il parlare empio, se aprirai il tuo cuore all’affamato, se sazierai l’afflitto di cuore, allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio. Ti guiderà sempre il Signore, ti sazierà in terreni aridi, rinvigorirà le tue ossa; sarai come un giardino irrigato e come una sorgente le cui acque non inaridiscono» (58,6-11)” (Papa Francesco, Misericordiae Vultus, 17).

Opere di misericordia spirituale: Sopportare pazientemente le persone moleste – Leggi: Rm 12, 12; Rm 5, 3-5; Rm 8, 24 s.

“La quinta opera di misericordia spirituale sembra consistere in un subire passivamente.. Non è così.. Il sopportare è qualcosa di attivo. Esige una buona capacità di resistenza. Ha bisogno dell’allenamento nel mantenere la posizione in maniera corretta. Devo essere in equilibrio per poter sostenere anche quelli che non hanno un equilibrio. Non crollerò sotto questo peso. Sussisto in me, rimanendo in Cristo.. Questo rimanere fermi in maniera salda, ‘paziente’, è sorretto dalla speranza che anche coloro che non hanno stabilità, e perciò desiderano appoggiarsi a coloro che mostrano fermezza, prima o poi riusciranno ad accettarsi.. Li abbiamo sorretti finché erano ancora deboli. Ma non li abbiamo portati con le nostre forze, bensì nella forza di Gesù Cristo. E ci è lecito sperare che questa forza di Cristo fluisca attraverso di noi anche in coloro che sopportiamo pazientemente. La pazienza è tale nell’ottica della Bibbia soltanto se è ricolma di speranza.. La speranza nella trasformazione del fratello o della sorella si fonda sull’amore che è già stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo, compresi i cuori dei fratelli e delle sorelle. La speranza spera in ciò che ancora non vede. Nel fratello e nella sorella molesti non vedo ancora nulla dell’amore. Ma il sopportare pazientemente è nutrito dalla speranza che negli altri si trovi l’anelito d’amore, riversato nel loro cuore da Dio ” (A. Grǜn, Le sette opere di misericordia, Queriniana).

 

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