“Nel matrimonio è bene avere cura della gioia dell’amore. Quando la ricerca del piacere è ossessiva, rinchiude in un solo ambito e non permette di trovare altri tipi di soddisfazione. La gioia, invece, allarga la capacità di godere e permette di trovare gusto in realtà varie, anche nelle fasi della vita in cui il piacere si spegne… L’amore di amicizia si chiama “carità” quando si coglie e si apprezza “l’alto valore” che ha l’altro. La bellezza – “l’alto valore” dell’altro che non coincide con le sue attrattive fisiche o psicologiche – ci permette di gustare la sacralità della sua persona senza l’imperiosa necessità di possederla. Nella società dei consumi si impoverisce il senso estetico e così si spegne la gioia. Tutto esiste per essere comprato, posseduto e consumato; anche le persone. La tenerezza, invece, è una manifestazione di questo amore che si libera dal desiderio egoistico di possesso egoistico.
Ci porta a vibrare davanti a una persona con un immenso rispetto e con un certo timore di farle danno o di toglierle la sua libertà. L’amore per l’altro implica tale gusto di contemplare e apprezzare ciò che è bello e sacro del suo essere personale, che esiste al di là dei miei bisogni. Questo mi permette di ricercare il suo bene anche quando so che non può essere mio o quando è diventato fisicamente sgradevole, aggressivo o fastidioso.. L’esperienza estetica dell’amore si esprime in quello sguardo che contempla l’altro come un fine in sé stesso, quand’anche sia malato, vecchio o privo di attrattive sensibili… ” (Papa Francesco, Amoris Laetitiae, 126.127. 128).

Preghiere

“Mi sta a cuore chi riconosca la vita per cancellare la nostra viltà, chi fa un piccolo passo per volta senza sapere la distanza, chi mantiene gli occhi aperti nella lunga attesa. Mi sta a cuore il tuo soffrire per poter cambiare, il tuo sforzo per riuscire a guarire, il tuo smarrirti per arrivare a capire. Mi sta a cuore chi rimane mite oltre le lingue maligne, lo scherno degli egoisti e le consuetudini di ogni giorno. Mi sta a cuore chi è fedele al poco ed al mistero a qualunque trama della vita pazien-temente tessuta”.

“Torniamo alla verità oltre la noia delle menzogne. Il profumo della terra nuda e quell’in-timo rumore che apre le rose ci dica che è arrivata l’ora di essere sinceri. Torniamo alla verità che purifica con il fuoco il poco coraggio della mia vita, giunga il momento in cui assaporo da solo la dignità. Torniamo alla verità per vivere liberamente senza ipocrisia; vivere non avendo bisogno di schiacciare i petali per avere il profumo della rosa. Torniamo alla verità in questa vita di passaggi ingannevoli e di corridoi tortuosi, di effimere libertà e vanità. La verità è concreta, e se non ora quando?” (Testi END, 2016-2017).

Liturgia della Parola 2 Avvento Anno A: Isaia 11, 1-10, Sal 71\72; Rom 15, 4-9; Mt 3, 1-12

 

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