“Il prolungarsi della vita fa sì che si verifichi qualcosa che non era comune in altri tempi: la relazione intima e la reciproca appartenenza devono conservarsi per quattro, cinque o sei decenni, e questo comporta la necessità di ritornare a scegliersi a più riprese.. Non possiamo prometterci di avere gli stessi sentimenti per tutta la vita. Ma possiamo certamente avere un progetto comune stabile, impegnarci ad amarci e a vivere uniti finché la morte non ci separi, e vivere sempre una ricca intimità. L’amore che ci promettiamo supera ogni emozione, sentimento o stato d’animo, sebbene possa includerli. È un voler bene più profondo, con una decisione del cuore che coinvolge tutta l’esistenza. Così, in mezzo ad un conflitto non risolto, e benché molti sentimenti confusi si aggirino nel cuore, si mantiene viva ogni giorno la decisione di amare, di appartenersi, di condividere la vita intera e di continuare ad amarsi e perdonarsi. Ciascuno dei due compie un cammino di crescita e di cambiamento personale… È il cammino di costruirsi giorno per giorno. Ma nulla di questo è possibile se non si invoca lo Spirito Santo, se non si grida ogni giorno chiedendo la sua grazia, se non si cerca la sua forza soprannaturale, se non gli si richiede ansiosamente che effonda il suo fuoco sopra il nostro amore per rafforzarlo, orientarlo e trasformarlo in ogni nuova situazione”  (Papa Francesco, Amoris Laetitiae, 163. 164).

Preghiere

“Vieni Signore e resta con noi, soprattutto nei giorni del nostro deserto. Te lo chiediamo mentre facciamo memoria del giorno in cui con la tua grazia ci siamo scambiati la promessa di fedeltà. Ricordaci che quella promessa, senza la tua grazia, è carta straccia. Confortaci con il dono della tua fedeltà. Ridestaci con la tua misericordia e mostraci gli orizzonti sconfinati del tuo amore. Accompagnaci durante la strada. E se, sfiancati dal sole e indeboliti dal cammino, ci allontaniamo da te, riportaci, ti preghiamo, in quel deserto. E rinnovaci la tua promessa d’Amore. Dio eterna-mente giovane così innamorato di noi da voler mostrare con la nostra vita, il tuo volto bellissimo di Padre. Amen” (Preghiere END 2016-2017).

“Mi hai fatto senza fine, questa è la tua volontà. Questo fragile vaso continuamente tu vuoti, continuamente lo riempi di vita sempre nuova. Questo piccolo flauto di canna hai portato per valli e colline attraverso esso hai soffiato melodie eternamente nuove. Quando mi sfiorano le tue mani immortali questo piccolo cuore si perde in una gioia senza confini e canta melodie ineffabili. Su queste piccole mani scendono i tuoi doni infiniti. Passano le età, e tu continui a versare, e ancora c’è spazio da riempire. Amen” (Raindranth Tagore).

Liturgia della Parola 4 Avvento Anno A: Isaia7, 10-14, Sal 23\24, 1-6; Rom 1,1-7; Mt 1,18-24

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