Leggi: Mt 25, 31-45; Rom 12, 17-21

“Non possiamo sfuggire alle parole del Signore: in base ad esse saremo giudicati; se avremo dato da mangiare a chi ha fame e da bere a chi ha sete. Se avremo accolto il forestiero e vestito chi è nudo. Se avremo avuto tempo per stare con chi è malato e prigioniero (cfr Mt 25,31-45). Ugualmente, ci sarà chiesto se avremo aiutato ad uscire dal dubbio che fa cadere nella paura e che spesso è fonte di solitudine; se saremo stati capaci di vincere l’ignoranza in cui vivono milioni di persone, soprattutto i bambini privati dell’aiuto necessario per essere riscattati dalla povertà; se saremo stati vicini a chi è solo e afflitto; se avremo perdonato chi ci offende e respinto ogni forma di rancore e di odio che porta alla violenza; se avremo avuto pazienza sull’esempio di Dio che è tanto paziente con noi; se, infine, avremo affidato al Signore nella preghiera i nostri fratelli e sorelle. In ognuno di questi “più piccoli” è presente Cristo stesso. La sua carne diventa di nuovo visibile come corpo martoriato, piagato, flagellato, denutrito, in fuga… per essere da noi riconosciuto, toccato e assistito con cura. Non dimentichiamo le parole di san Giovanni della Croce: ‘ Alla sera della vita, saremo giudicati sull’amore ’” (Papa Francesco, Misericordiae Vultus, 15).

Opere di misericordia corporale: dar da mangiare agli affamati – Dar da bere agli assetati.

“La richiesta di Gesù di dar da mangiare agli affamati è un pungolo anche per la politica: non dà pace ai politici, affinché si impegnino per un’equa distribuzione dei beni… [Ma tutti] siamo chiamati in causa in prima persona, da una parte nel nostro comportamento politico, dall’altra.. nel nostro agire privato. Anche intorno a noi ci sono degli affamati: la povertà è in aumento persino nella benestante Europa. Ci sono famiglie che hanno difficoltà a far fronte alle spese per comprare il necessario per vivere.. Siamo chiamati in causa in prima persona in merito al fatto di condividere con gli altri la nostra vita, condividendo il nostro pane, la nostra forza, il nostro amore, le risorse che abbiamo ricevuto da Dio e dai nostri genitori….

In futuro l’acqua sarà contesa più che mai in passato.. Condividere equamente le risorse idriche e, allo stesso tempo, assicurarle a tutta l’umanità sono istanze della politica mondiale. Non dobbiamo inquinare le risorse idriche, ma anzi gestirle con cura… Cosa significa per il singolo il monito di ‘dar da bere agli assetati’? .. Offrire da bere all’altro è una forma importante di ospitalità..  una forma … di dedizione. In essa non si placa soltanto la sete esteriore dell’essere umano, ma anche la sete di vicinanza e di affetto”  (A. Grǜn, Le sette opere di misericordia, Queriniana).

Contribuisci alla raccolta fondi per la creazione degli empori della solidarietà che la “Caritas diocesana” sta allestendo per distribuire gratuitamente beni di prima necessità a chi si trova in difficoltà economiche. Informati in Parrocchia.

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