Rapporto tra giustizia e misericordia: “Davanti alla visione di una giustizia come mera osservanza della legge, che giudica dividendo le persone in giusti e peccatori, Gesù punta a mostrare il grande dono della misericordia che ricerca i peccatori per offrire loro il perdono e la salvezza… Il richiamo all’osservanza della legge non può ostacolare l’attenzione per le necessità che toccano la dignità delle persone.. La misericordia non è contraria alla giustizia ma esprime il comportamento di Dio verso il peccatore, offrendogli un’ulteriore possibilità per ravvedersi, convertirsi e credere … La giustizia da sola non basta, e l’esperienza insegna che appellarsi solo ad essa rischia di distruggerla. Per questo Dio va oltre la giustizia con la misericordia e il perdono. Ciò non significa svalutare la giustizia o renderla superflua, al contrario. Chi sbaglia deve scontare la pena. Solo che questo non è il fine, ma l’inizio della conversione, perché si sperimenta la tenerezza del perdono. Dio non rifiuta la giustizia. Egli la ingloba e supera in un evento superiore dove si sperimenta l’amore che è il fondamento di una vera giustizia” (Papa Francesco, Misericordiae Vultus, 20.21).

Opere di misericordia corporale: Vestire gli ignudi – Alloggiare i pellegrini. Leggi: Gal 3, 27; Col 3, 12; Ebr 13, 2; Lc 24, 13-31

“Oggi si fanno molte raccolte di indumenti usati per aiutare i poveri in zone di difficoltà [con diverse forme e motivazioni].. In tutte .. [le] forme di colletta si adempie il precetto di Gesù di vestire gli ignudi. Con quest’opera di misericordia Gesù intende anche qualcos’altro.. Essere nudi ha anche un significato più profondo. Le persone spesso si sentono messe a nudo se vengono criticate o messo alla berlina pubblicamente, se si discutono in pubblico le loro azioni e i loro pensieri, non di rado falsandoli.. Dobbiamo ricoprire con la veste dell’amore anche le persone che incontriamo nella loro nudità e nella loro vergogna, perché si sentano protette”.

“Numerosi stranieri (compresi migranti e profughi) si riversano nei nostri paesi, perché non trovano possibilità di vivere nei luoghi dove abitano… Naturalmente ci sono anche problemi nella comprensione e nell’integrazione degli stranieri. E ci sono limiti alla capacità di una società ad accoglierli. Eppure, come paesi cristiani, dobbiamo chiederci in che misura, oggi, soddisfiamo l’esortazione di Gesù all’ospitalità.. La sua parola .. resta una sfida costante, che non va esorcizzata prematuramente con dosi massicce di razionalità (con le nostre considerazioni di ‘buon senso’). La quarta opera di misericordia.. oggi è attualissima. Ognuno di noi ha a che fare con degli stranieri. E ognuno è chiamato ad accoglierli e a non respingerli o rifiutarli. Il forestiero che accolgo può trasformarsi addirittura in un dono, Come Gesù entrava da forestiero nelle case delle persone portando loro, da ospite, dei doni divini, la sua filantropia e il suo amare fatto di riconciliazione, anche noi riceveremo qualcosa in dono se siamo aperti a ciò che i forestieri vogliono regalarci o dirci” (A. Grǜn, Le sette opere di misericordia, Queriniana).

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