“Il Giubileo porta con sé anche il riferimento all’indulgenza. Nell’Anno Santo della Misericordia essa acquista un rilievo particolare. Dio quindi è sempre disponibile al perdono e non si stanca mai di offrirlo in maniera sempre nuova e inaspettata. Noi tutti, tuttavia, facciamo esperienza del peccato. Sappiamo di essere chiamati alla perfezione (cfr Mt 5,48), ma sentiamo forte il peso del peccato. .. Nonostante il perdono, nella nostra vita portiamo le contraddizioni che sono la conseguenza dei nostri peccati. Nel sacramento della Riconciliazione Dio perdona i peccati, che sono davvero cancellati; eppure, l’impronta negativa che i peccati hanno lasciato nei nostri comportamenti e nei nostri pensieri rimane. La misericordia di Dio però è più forte anche di questo. Essa diventa indulgenza del Padre che attraverso la Sposa di Cristo raggiunge il peccatore perdonato e lo libera da ogni residuo della conseguenza del peccato, abilitandolo ad agire con carità, a crescere nell’amore piuttosto che ricadere nel peccato…. la Madre Chiesa è capace con la sua preghiera e la sua vita – [in particolare di coloro che hanno vissuto in maniera significativa la sequela di Gesù: i santi] – di venire incontro alla debolezza di alcuni con la santità di altri” (Papa Francesco, Misericordiae Vultus, 22).

Opere di misericordia corporale: Visitare i carcerati – Visitare gli infermi. Leggi: Atti degli Apostoli 5, 18-20; 1 Ts 5, 14; Gc 5, 12-15

“Ci sono.. molti modi di esprimere il legame con un prigioniero: attraverso lettere, visite, conversazioni,.. La cosa determinante è che si vada dal carcerato senza condannarlo né giustificarlo, ma piuttosto con la fede nel fatto che anche in lui c’è un nucleo credibile di bontà.. C’è bisogno di un cuore che abbia compassione dei carcerati, c’è bisogno di misericordia per trovare il coraggio di andare dai prigionieri, entrando nella loro paura, nella loro solitudine, nella loro depressione, nelle loro nevrosi.

Nel modo in cui una comunità si occupa dei propri malati si vede se è conforme allo spirito di Gesù oppure no… Gesù dice che in ogni malato facciamo visita a Lui.. Visitare un infermo significa guardarlo con gli occhi della fede. Sicché quando lo lascerò, sarà come se lui avesse fatto un dono a me.. Nel malato risiede un mistero, perciò il visitatore riceverà qualcosa dall’infermo: in lui incontrerà il mistero dell’essere uomini e della redenzione… La parola greca per ‘visitare’ significa un guardare contrassegnato da un interesse autentico per l’altro. Non desidero soltanto dare un’occhiata per sapere come gli vanno le cose, ma osservarlo con attenzione, per capire come sta” (A. Grǜn, Le sette opere di misericordia, Queriniana).

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